Siamo già a dicembre, davvero?

Ci sentiamo tutti così, anno dopo anno, e non è solo una sensazione, c’è proprio una scienza a spiegarci che più andiamo avanti con gli anni più il tempo vola. E ogni volta che si avvicina l’anno nuovo, ecco che arrivano anche i buoni propositi di prenderci più cura del nostro benessere, fisico e mentale.

Di sicuro anche i tuoi dipendenti vivono così l’avvicinarsi dell’anno nuovo, e come azienda puoi fare molto per incoraggiarli, con le parole e con i fatti. In questa terza e ultima parte di Ask the Experts Series, Luca Solari¹ and Karl Simons OBE² condividono insieme a noi le lezioni più significative del 2022, le sfide e le opportunità del 2023 e qualche consiglio utile su come aiutare i tuoi collaboratori a partire alla grande con i buoni propositi dell’anno nuovo.

 

L’ufficio? É ovunque!

All’inizio del 2022 Forbes aveva definito il lavoro ibrido una delle tendenze che avrebbero avuto più successo nell’anno a venire, e ci aveva visto giusto.

L’83% dei dipendenti nel mondo preferisce il lavoro flessibile, e il 63% delle aziende in crescita ha costruito un sistema lavorativo basato sul modello ibrido e flessibile. Anche il nostro report The State of Work-Life Wellness ci dice che i dipendenti considerano la flessibilità lavorativa un valore al pari dello stipendio e dei benefit legati al benessere.

Le aziende che stanno sperimentando il lavoro da casa (WFH, work-from-home) o ovunque (WFA, work-from-anywhere), hanno certamente alcune criticità da risolvere, come la difficoltà di socializzazione tra i dipendenti, i rischi nella sicurezza dei dati e gli ostacoli nella comunicazione tra team. Tuttavia, con i giusti strumenti e una formazione adeguata, anche queste criticità possono essere superate. I vantaggi, del resto, sono evidenti, come poter assumere talenti da ogni angolo del mondo, aumentare la produttività e implementare politiche lavorative più eque grazie al lavoro ibrido. Non dovrà sorprenderci, quindi, se il lavoro flessibile resterà per sempre parte delle nostre società.

Le aziende e le società erano pronte da prima della pandemia a compiere questo salto e a riorganizzarsi in modo naturale e autonomo. Le persone e i gruppi hanno dato prova di adattarsi e di funzionare attraverso un ordine spontaneo, vale a dire con un meccanismo di coordinamento più adattabile della gerarchia. Dobbiamo ringraziare la rapida evoluzione delle tecnologie, che ha permesso una maggiore circolazione delle informazioni, e la nostra crescente abilità nell’analizzare dati e tendenze, che ha creato le basi di un’organizzazione policentrica. – Luca Solari

 

La pandemia ha reso il lavoro da casa una pratica socialmente accettabile. Si tratta di un grande passo avanti nel mondo del lavoro, che porterà sempre maggiore flessibilità alle aziende e ai loro dipendenti, con un conseguente miglioramento del benessere personale e professionale. – Karl Simons OBE

 

Trend Alert

Il mondo della moda lo sa bene: quando c’è una tendenza, è sempre meglio seguirla. Anche nel mondo dell’HR è buona abitudine tenere d’occhio le tendenze, per rimanere sul pezzo e rendere felici i propri dipendenti.

Secondo un report recente di Gartner, i leader HR di tutto il mondo hanno riassunto in 5 punti le priorità del 2023:

  1. Efficacia dei leader e dei manager
  2. Progettazione organizzativa e gestione del cambiamento
  3. Esperienza dei dipendenti
  4. Selezione del personale
  5. Futuro del lavoro

Sono state le sfide passate e attuali, come la crescente inflazione, le difficoltà a trovare talenti e i limiti dell’offerta globale, a condurci verso queste priorità. Inoltre, a influenzare  l’interesse e la fidelizzazione dei dipendenti, si sono aggiunti nuovi bisogni come il lavoro flessibile, la presenza di piani di corporate wellbeing, un approccio incentrato sulla persona e l’importanza di condividere lo scopo aziendale.

Fino ad ora gli HR si sono focalizzati sulle persone e sulle categorie che li riguardano (talento, funzioni, ecc…), mentre oggi dovrebbero considerare l’aspetto multifunzionale e multiruolo dei team. L’attenzione, quindi, sia quando si parla di assunzioni sia quando si pensa alla performance, andrebbe spostata dall’individuo al team. È un nuovo modo di gestire le risorse umane, e chi si occupa di fornire tecnologia e servizi agli HR dovrebbe prenderne consapevolezza. – Luca Solari

 

La crescente inflazione determinerà nel 2023 un aumento del costo della vita. I leader HR dovranno focalizzarsi su questo aspetto, dal momento che i salari non stanno seguendo questa tendenza al rialzo. Credo che gli HR e i responsabili della salute e della sicurezza dovranno lavorare insieme per sviluppare una strategia personalizzata, educando e supportando i dipendenti, e mostrando gli strumenti che l’azienda mette a disposizione per salvaguardare il benessere fisico e mentale in tempo di crisi. – Karl Simons OBE

 

Il benessere dei dipendenti al primo posto

Ormai sappiamo tutti che i programmi dedicati al benessere dei dipendenti sono un must. In una classifica di Forbes, si trovano al primo posto sia nel 2022, sia nel 2023. Anche la nostra ricerca rivela che i benefit legati al benessere sono il secondo aspetto più importante per i dipendenti alla ricerca di un lavoro. Pertanto, non è tanto “se” tu debba offrire un programma di benessere, ma “come” tu debba farlo.

Se ti interessa conoscere quali risultati otterrai nella tua azienda se saprai implementare un programma di benessere adeguato, eccone addirittura sette:

  1. Aumento della produttività
  2. Migliori relazioni nei team
  3. Più coinvolgimento dei dipendenti
  4. Aumento dell’interesse e della fidelizzazione
  5. Miglioramento del morale dei dipendenti
  6. Diminuzione del presenteismo
  7. Diminuzione delle assenze per malattia

Il benessere dei dipendenti ormai è parte degli obiettivi delle aziende e del patto stretto tra datore di lavoro e dipendenti. L’innovazione, tuttavia, stenta a prendere piede, e l’approccio delle aziende è ancora troppo prudente e poco sperimentale, limitandosi a considerare solo il valore economico percepito dei benefit offerti. Questo succede per le difficoltà di misurare i risultati tangibili di una politica attiva dedicata al benessere dei dipendenti, ma si stanno facendo passi avanti per fornire nuovi strumenti di misurazione utili a superare questa difficoltà. – Luca Solari

 

Oggi noi stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione nel modo in cui le aziende tengono in considerazione i benefit da offrire ai propri dipendenti. Noto con soddisfazione che i leader delle aziende sono interessati a capire in che modo possono migliorare il benessere fisico e mentale dei propri dipendenti, e a come ampliare l’offerta di iniziative di supporto al loro benessere personale e professionale. – Karl Simons OBE

 

E cosa ci dite, invece, dei vostri buoni propositi per coltivare il benessere nel 2023?

Luca Solari: vorrei prendermi più cura del mio tempo e gestirlo meglio. Il tempo è una risorsa essenziale, probabilmente la risorsa più importante che abbiamo, e per questo richiede tutta la nostra attenzione.

Karl Simons OBE: per quanto mi riguarda, non voglio stravolgere il mio stile di vita, ma abbracciare piccole buone abitudini mese dopo mese, come ad esempio mangiare più sano e fare esercizio. Sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza.

 

Siamo arrivati alla conclusione di Ask the Experts Series! Grazie per averci seguito in questi ultimi mesi, ci auguriamo che i consigli dei nostri Senior Advisor ti abbiano ispirato e regalato spunti interessanti. E ricorda, abbi cura del tuo benessere, sempre!

 

¹Luca Solari è docente all’Università degli Studi di Milano, nonché consulente aziendale e fondatore di Orgtech. Fornisce consigli ai top manager su come mettere in atto strategie attraverso potenti iniziative incentrate sulle persone, coaching e mentoring.

²Karl Simons OBE è un dirigente con più di 30 anni di esperienza. Ha lavorato a livello internazionale in tutti i continenti e in numerosi settori critici. Attualmente è Chief Customer Officer presso FYLD, una società di tecnologia di Intelligenza Artificiale.