La pandemia ha messo in risalto le differenze che separano i lavoratori di generazioni diverse, differenze che il modello di lavoro ibrido non farà che esacerbare. I datori di lavoro che mirano a creare una cultura solidale, collaborativa e produttiva devono comprendere le differenze che denotano l’attuale forza lavoro multigenerazionale e assicurarsi di disporre di una soluzione dedicata al benessere completa e capace di raggiungere e coinvolgere tutti.

Cinque e più

La forza lavoro di oggi è incredibilmente diversificata sotto molteplici aspetti, ma soprattutto in base all’età. Attualmente, negli Stati Uniti la popolazione presente sul mercato del lavoro comprende cinque generazioni, che l’ente di censimento US Census Bureau definisce:

  • Tradizionalisti (chiamati anche la generazione silenziosa) — nati tra il 1928 e il 1945
  • Baby boomer — nati tra il 1946 e il 1964
  • Generazione X — nati tra il 1965 e il 1980
  • Millennial — nati tra il 1981 e il 1996
  • Generazione Z — nati dal 1997 in poi

Si tratta tuttavia di statistiche sterili, che riferiscono solo di una parte delle sfide affrontate dai dipartimenti HR. Se è vero che sempre più giovani stanno raggiungendo la maggiore età e si apprestano a entrare nel mondo del lavoro, d’altra parte sempre più anziani stanno scegliendo di lavorare più a lungo. I millennial sono il gruppo generazionale più numeroso degli USA e rappresentano già oltre un terzo della forza lavoro complessiva; allo stesso tempo, si prevede che, tra il 2014 e il 2060, il numero dei cittadini statunitensi senior aumenterà di più del doppio, mentre la maggior parte dei boomer starà ancora lavorando.

La buona notizia è che, sebbene una forza lavoro multigenerazionale crei alcuni ostacoli per i dipartimenti HR, verosimilmente è anche caratterizzata da livelli di produzione più alti e di turnover più bassi rispetto a popolazioni meno diversificate a livello generazionale. Se si inizia a pensare che disporre di più generazioni che contribuiscono alla cultura aziendale sia una buona cosa, il passo successivo è ascoltare e agire in risposta ai diversi obiettivi e tipi di supporto necessari a ciascuna di queste generazioni. Così facendo si aprirà la strada a una forza lavoro più sana e più produttiva.

Ad esempio: la generazione Z sta soffrendo

Il segmento più giovane della forza lavoro, quello dei “Gen Z”, è trascurato, esposto a diversi rischi e dovrà essere rivitalizzato, secondo una ricerca del Work Trend Index 2021 di Microsoft. Sulla base di uno studio condotto su oltre 30.000 soggetti in 31 Paesi, l’Index ha concluso che, al momento, il 60% dei lavoratori di 18-25 anni si trova sulla soglia della sopravvivenza o sta affrontando serie difficoltà. Rispetto agli altri segmenti inclusi nello studio, i più giovani fanno più fatica a bilanciare la vita personale e quella lavorativa, e si sentono spesso esausti al termine di una tipica giornata lavorativa;

inoltre, in termini di finanze, sono anche quelli che hanno risentito maggiormente degli effetti negativi della pandemia. Quasi un terzo dei Gen Z ha perso il lavoro durante la crisi, rispetto al 19% dei millennial, al 18% degli appartenenti alla generazione X e al 13% dei baby boomer.

Coinvolgere la propria forza lavoro multigenerazionale nei programmi dedicati al benessere

Le seguenti strategie del Workplace Health Resource Center del CDC possono aiutarti a garantire che tutti i tuoi dipendenti si sentano apprezzati, supportati e valorizzati.

  • Dare risposta ai principali problemi di salute di ciascuna generazione
    Secondo una ricerca del CDC, i problemi di salute prevalenti nei diversi segmenti generazionali sono:
  • Per i millennial: salute economica, stress e mancanza di sonno. I modi per aiutarli includono una maggiore flessibilità nel rapporto tra lavoro e vita privata, ivi inclusa una modifica all’orario lavorativo.
  • Per chi fa parte della generazione X e i baby boomer: aumento di peso dovuto all’inattività. I modi per sostenerli includono il rimborso o la partecipazione sponsorizzata a una serie di attività fisiche ed eventi, oppure sconti o abbonamenti ai centri fitness sponsorizzati dall’azienda.
  • Secondo il CDC, i datori di lavoro possono anche trarre vantaggio dall’offrire sessioni di formazione in loco che promuovano la resilienza, comprese l’attività fisica e la consapevolezza, a tutte le fasce d’età.
  • Incoraggiare la partecipazione
    Gli incentivi economici sono di stimolo per tutte le generazioni ma, stando al rapporto del CDC:
  • I millennial attribuiscono un valore maggiore all’accesso gratuito ai centri fitness, insieme al tempo per frequentarli
  • I dipendenti senior apprezzano i benefit complessivi di un programma dedicato al benessere
  • I dipendenti più giovani hanno il doppio delle probabilità di lasciarsi coinvolgere in programmi incentrati sulla salute attraverso i social media o le piattaforme di comunicazione webinar rispetto alle loro controparti più anziane, che potrebbero preferire email o newsletter
  • Personalizzare il programma
    I millennial si aspettano app personalizzabili che rispondano alle loro esigenze specifiche, pertanto i tuoi programmi dedicati al benessere dovrebbero includere risorse e servizi che forniscono questo tipo di caratteristica. Inoltre, a molti millennial piace prendere parte, e si aspettano di farlo, a sfide focalizzate sulla salute. 

Ignorare le esigenze di un qualsiasi segmento generazionale della tua forza lavoro risulterà probabilmente in un riduzione dei livelli di produttività e soddisfazione sul posto di lavoro. Dare supporto alla varietà di bisogni e aspettative relativi a salute e benessere che caratterizzano una forza lavoro multigenerazionale, assieme all’impatto del modello di lavoro ibrido, rappresentano una delle più grandi sfide con cui il dipartimento HR dovrà confrontarsi nel mondo post-Covid-19. 

Detto questo, se affrontata adeguatamente, rappresenta anche un’incredibile opportunità per creare una forza lavoro più produttiva e orientata al gioco di squadra, tanto più se le aziende collaborano con una piattaforma olistica dedicata al benessere: l’ideale sarebbe un sistema completo di programmi che supporti la salute fisica, mentale ed emotiva dei dipendenti, indipendentemente dalla loro età o dal fatto che si trovino in ufficio, lavorino in remoto o siano in viaggio.